Considerazioni sul cardinale di genova

Ho partecipato ieri, come tutti gli anni del resto, alla marcia della pace che si svolge di consueto ogni primo dell'anno. Quando si parla di pace io partecipo, senza se e senza ma, è per me un valore imprescindibile.
La manifestazione è stata bella , colorata, partecipata, con la presenza di cittadini genovesi e non, di religioni e culture molto diverse tra loro, piena di bambini, una vera festa.
L'unica nota stonata, e stonata forte, l'ha data il cardinal Bagnasco, che mentre parlava in chiesa di sobrietà e nuovi stili di vita ha dato testimonianza personale di praticare l'opposto. Non solo è arrivato in chiesa sulla sua lussuosa auto di servizio con autista - risporminandosi le poche centinaia di metri che ci sono dalla curia a piazza della Nunziata, ma in aggiunta ha pensato bene di far parcheggiare l'auto sul marciapede davanti alla chiesa, ottenendo il riconoscimento del suo status dai numerosissimi tutori dell'ordine e del traffico che non si sono minimamente sognati di chiedere all'autista di spostarla - siamo tutti uguali ma il cardinale è evidentemente più uguale - , in piu' ha ostacolato la formazione del corteo coi bambini che hanno dovuto restringersi sulla parte piccola del marciapiede che e' rimasta libera, ma ancor più, uscito buon ultimo dalla chiesa e ricevuto i saluti di rito anzichè mettersi alla testa della manifestazione con le altre autorità ed i bambini, ha pensato bene di salire sul macchinone e squagliarsela alla chetichella col suo segretario e il suo autista.
Insomma ho potuto assistere, ancora una volta alla testimonianza che ci sono due chiese, quella dei credenti che testimoniano dei valori , in particolare della pace, dell'interculturalità, è quella della auto di servizio, del bacio dell'anello, del privilegio, della chiacchiera non seguita da alcuna testimonianza coerente.
E francamente me ne sono assai dispiaciuto
Andrea Agostini

