Addio a Claude Lévi-Strauss
Claude Lévi-Strauss, massimo teorico dello strutturalismo, padre dell'antropologia moderna e uno dei più grandi intellettuali francesi del XX secolo è morto la notte fra sabato e domenica a Parigi. Avrebbe compiuto 101 anni il 28 novembre. La notizia della sua scomparsa è stata diffusa dall'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales.
I funerali si sono già svolti a Lignerolles.
"Tristi tropici", diario di viaggio con le sue impressioni del mondo primitivo amazzonico, gli fece raggiungere nel 1955 per la prima volta un pubblico più vasto di quello universitario.
In questo libro Lévi-Strauss con uno straordinario genio anticipatore rovescia completamente
l'idea che l'uomo occidentale sia il centro del pianeta.
Vi consiglio questo libro per cominciare ad avvicinarsi a questo autore, un libro su un viaggio non narcisistico ma un viaggio per uscire fuori da se e riconoscersi negli altri.
"Il visitatore che per la prima volta si accampa nella boscaglia con gli Indiani, è preso dall’angoscia e dalla pietà di fronte allo spettacolo di questa umanità così totalmente indifesa; schiacciata, sembra, contro la superficie di una terra ostile da qualche implacabile cataclisma, nuda e rabbrividente accanto a fuochi vacillanti. Egli circola a tastoni fra la sterpaglia, evitando di urtare una mano, un braccio, un torso di cui s’indovinano i caldi riflessi al chiarore dei fuochi. Ma questa miseria è animata da bisbigli e da risa. Le coppie si stringono nella nostalgia di una unità perduta; le carezze non s’interrompono al passaggio dello straniero. S’indovina in tutti una immensa gentilezza, una profonda indifferenza, una ingenua e deliziosa soddisfazione animale, e, mettendo insieme tutti questi sentimenti diversi, qualche cosa che somiglia all’espressione più commovente della tenerezza umana"
(Tristi Tropici)
Immagine dal libro


