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Chi l'ha detto?

I legami non sono i limiti dell’io, ma ciò che conferisce potenza alla
mia libertà e al mio essere. La mia libertà dunque non è ciò che finisce
laddove comincia quella dell’altro, ma anzi comincia dalla liberazione
dell’altro, attraverso l’altro. In questo senso si potrebbe dire che la libertà
individuale non esiste: esistono soltanto atti di liberazione che ci
connettono agli altri. È questa la dimensione, o meglio sono queste le
dimensioni della fragilità. Una prospettiva filosofica di questo tipo può
costituire la base di una psicoterapia ed è in grado, a nostro parere, di far
fronte alle sfide della nostra epoca. L’obiettivo dell’intervento
psicoterapeutico è quello di aiutare l’altro, gli altri, ad assumere meglio le
proprie possibilità e la propria libertà. Ma questa libertà non deve essere né
immaginaria, né astratta, nè frutto di ignoranza come quella criticata da
Spinoza nella sua Etica (dove afferma che gli uomini si credono liberi per
la semplice ragione che sono coscienti delle loro azioni, ma ignorano le cause che le determinano). Il che non significa che si debba cercare di
eliminare o dominare tali cause, ma che occorre conoscerle per assumerle
in una condivisione costruttiva con altri. Questo è uno dei principi
fondamentali di quella clinica del legame che stiamo cercando di
sviluppare.
(Miguel Benasayag Gerard Schmit
L’EPOCA DELLE PASSIONI TRISTI)
Laurits Andersen Ring - Ved frokostbordet og morgenaviserne

M.g..l B.n.s.y.g

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