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scritto da Jack London ha scritto:

Inserita circa 4 anni fa |Commenti(0)
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Nel mio corpo, le sole cose viventi erano ormai il mio cranio e una minuscola parte del mio petto. Il battito del cuore era quasi cessato. Batteva ancora, regolarmente, ma con estrema debolezza.
Il mio stato era molto simile a quello che si può rilevare in un uomo che si trovi sulla frontiera tra veglia e sonno. Ed era
come se il mio cervello si dilatasse prodigiosamente nella mia scatola cranica. A tratti, bagliori di luce, simili a lampi, mi
invadevano le pupille.
Questa dilatazione del cervello mi lasciava perplesso. Mi sembrava che i suoi lembi estremi non solo superassero la cavità del mio cranio, ma che continuassero addirittura a estendersi.
Contemporaneamente, si espandevano intorno a me il tempo e lo spazio. Avevo gli occhi chiusi, e tuttavia avevo la coscienza
precisa che i muri della cella si fossero spostati, al punto che essa formava ora un vasto salone. Per un attimo, pensai che se i
muri della prigione si fossero comportati nello stesso modo, sarebbero arrivati ben più in là di San Quintino, per prolungarsi, da una parte, fino all'Oceano Pacifico, e dall'altra fino alle Montagne Rocciose.

Anche l'espansione del tempo era notevole. Il mio cuore non batteva che a lunghi intervalli. Provai a contare i secondi fra
una pulsazione e l'altra. Calcolai, come intervallo, fino a cento secondi. Poi mi sembrò che le pause si dilatassero smisuratamente, tanto che mi stancai di calcolarle.
A questo punto, iniziai l'ultima parte dell'operazione, come mi aveva detto Morrell...
Cominciai con la la piccola parte del mio petto ancora viva e con il cuore. La concentrazione della mia volontà ottenne
subito il suo effetto. Il cuore cessò di battere.

Non fui più che un puro spirito, un'anima, una coscienza morale.
Chiamatela come volete questa cosa senza nome, che occupava
sempre un punto del mio cranio, ma che continuava a espandersi, ad andare oltre.
E arrivò l'istante in cui mi sciolsi dalla terra e partii. D'un solo balzo, mi trovai oltre il tetto della prigione, nel cielo della California, e fui tra le stelle...
(Il vagabondo delle stelle)


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