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scritto da Fawzi Karim ha scritto:

Inserita circa 1 mese fa |Commenti(0)
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Valutata 2.17/5 (43.41%) (41 Voti)

acrilico di Paola Orru IN AUTOBUS
Il benessere del mio corpo richiede un'ora di lenta passeggiata.
E poiché mi pesa la solitudine del camminare senza compagnia,
o mi turba il ricordo (specie di notte!),
che come la pallottola di un cecchino mi perfora la testa,
aspetto l'autobus,
rosso, che ha il tepore di una casa abitata, rumore e neon.

Trovo sollievo nel volto dell'uomo, nella sua singolarità:
un volto genuino, distratto da ciò che accade oltre la sua maschera.
Un volto specchio che rivela misteri o dolori.
E per poterlo osservare da vicino nell'attimo dell'entrata,
scelgo il posto in prima fila.
Sul mio volto l'espressione soddisfatta di chi ha addomesticato la vita fino a dominarla.

Le bretelle non permettono
ai pantaloni di cadere
se dovesse aumentare la mia magrezza!

Mi sono alzato per lasciare il posto a una signora pakistana
invece lei mi ha rimesso a sedere come un invalido.
Un anziano di colore
mi ha visto sorridere ma ha ignorato quello che ha visto nei miei occhi.
Una massa di studenti, come uccelli rapaci, ha demolito la quiete della casa.
Un ubriaco ha borbottato alcune parole che
ancora muovevano i primi passi nel loro significato!
Una folla senza volto immersa negli specchi degli iPod o dei cellulari.
Sul vetro del finestrino del bus il mio volto è turbato,
si confonde col vapore del fiato e dei rami degli alberi
sul marciapiedi, con l'acqua piovana sugli ombrelli
tra le mani dei passanti.
Gioisco per questa moltitudine di esseri vivi,
di cose
sotto la mia veste!

Cerco di trattenermi per paura di precipitare
dalla mia altezza!


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