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scritto da Giorgio Cesarano ha scritto:

Inserita circa 5 mesi fa |Commenti(0)
visite: 143
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Valutata 2.48/5 (49.68%) (62 Voti)

Giorgio_Cesarano Con educata e toscana voce per eufemismi
dici la tua imperfezione.
Dici dei due mariti dici dei genitori.
Mi spaccherei le mani per passarti
un grano verosimile d’amore.
Ma l’armoniosa cosa che sopra la tovaglia
(e in una sua intimità con l’aria buia
dove splende) risplende: l’armoniosa
testa, l’armoniosa viso – che mi commuove
e mi angustia e che mi frena
nella bocca il più delle parole – troppo
deboli, o troppo, ancora, intense
d’un mio dentro di me che quanto a me t’include
ma quanto al tuo sentirti qui di fronte
e al mio fissarti e nominarti altra
da me, esclusa, e con tutta la tua
vita – ecco la fitta
illogica che addolora i miei occhi:
il non averti fatta
io, non averti io generata come questa cosa
amabilmente intima dell’aria
buia e dei suoi suoni, dei quali, remissivo
patisco d’essere fin sulla pelle vestito e fino
alla pelle dentro nudo
in un gelo lampante, irrefutabile.


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