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Frasi sull'argomento delitto 6

Benczur, Gyula - Reading Woman in the Forest (1875)

dillo con parole sue

Thomas Mann : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 10 anni fa |Commenti(0) |

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Perché alla passione, come al delitto, non si addicono l'ordine stabilito e il benessere di tutti i giorni, anzi, al contrario, ogni allentamento dei legami civili, ogni turbamento e calamità del mondo sono i benvenuti, poiché vi intravedono possibilità di vantaggio.



Charles Baudelaire : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 10 anni fa |Commenti(0) |

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Ciò che v'è di noioso nell'amore, è il fatto che è un delitto in cui non si può fare a meno d'un complice. (da Razzi)



Ennio Flaiano : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 9 anni fa |Commenti(0) |

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l prossimo è troppo occupato coi propri delitti per accorgersi dei nostri. / (Tempo di Uccidere)



Vincenzo Cerami : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 6 anni fa |Commenti(0) |

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Alcuni anni fa strinsi amicizia con una coppia giovane e felice, marito e moglie. Passammo un'intera giornata in allegria, sulla loro barca. Avevo l'impressione di assistere alla nascita di un sodalizio proficuo e duraturo. La settimana dopo, al sorgere della mattina, prima di spararsi in fronte lei uccise il marito che ancora dormiva. La tragedia era già lì, pronta ad esplodere e io, come loro, non l'avevo visto, non mi ero accorto di niente. / (da Fattacci. Il racconto di quattro delitti italiani, Einaudi, Torino 1997)



Piergiorgio Odifreddi : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 6 anni fa |Commenti(0) |

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Sesto Non uccidere. / / Inteso in senso letterale il sesto comandamento proibisce non solo l’omicidio, ma anche la pena di morte e la guerra. Jahvé e gli Ebrei però non l’hanno inteso così, / come abbiamo avuto già più occasioni di mostrare: ricapitolando, infatti, le loro leggi prevedevano la pena di morte per il rapimento, l’omicidio, i maltrattamenti ai / genitori, l’adulterio, l’incesto, l’omosessualità, la bestialità, la magia, l’idolatria, la bestemmia e la violazione del sabato. / / In seguito i Cristiani hanno fatto lo stesso: non solo individualmente, ma anche / istituzionalmente. Senza dover risalire alle Crociate e alle guerre di religione, basta / infatti ricordare che il Vaticano ha applicato la pena di morte fino al pontificato di Pio IX, nell’Ottocento, e che la sua Legge Fondamentale del 1929 continuava a prevederla, tramite impiccagione: l’applicazione della pena è stata abolita da Paolo VI solo nel 1969, e la norma relativa è stata finalmente cancellata dalla Legge Fondamentale nel 2001. / / Ed è solo dal 1995, con l’enciclica di Giovanni Paolo II Evangelium Vitae (“Il / Vangelo della vita”), che il Vaticano è diventato ufficialmente abolizionista, / dichiarando: / / / sulla pena di morte si registra, nella Chiesa come nella società civile, una crescente tendenza che ne chiede un’applicazione assai limitata ed anzi una totale abolizione. / [...] / Naturalmente, si tratta di una posizione più che ragionevole, e soltanto non violenti / totali come il Mahatma Gandhi o il Dalai Lama potrebbero non condividerla. Ma si / tratta anche di una posizione che va contro il sesto comandamento, snaturandone la / natura di massima universale e facendolo diventare una calzamaglia elastica, che / ciascuno può indossare per coprire a piacere le proprie vergogne: non a caso, «non / uccidere» non è mai stato un freno alle guerre di conquista dei Cristiani, dal Santo / Sepolcro alle colonie antiche e moderne. / / Stupisce, dunque, che ad una così apertamente liberale lettura del comandamento a proposito di pena di morte e guerra, il Catechismo ne affianchi una così rigidamente conservatrice a proposito di aborto ed eutanasia, entrambi considerati atti «gravemente contrari alla legge morale»: il primo, in particolare, perché «l’essere umano, fin dal suo concepimento, va rispettato e protetto in modo assoluto nella sua integrità». / / Ed è una singolare caratteristica della Comunione Spirituale dei Conservatori / dichiarare, da un lato, che «il diritto inalienabile alla vita di ogni individuo umano, fin dal suo concepimento, è un elemento costitutivo della società civile e della sua legislazione». E, dall’altro lato, assegnare senza riserve quel diritto a feti che la vita ancora non l’hanno autonomamente, o a corpi vegetativi che ormai non sanno più di averla o non la vorrebbero più, ma alienarlo con riserve ad esseri che invece non solo ce l’hanno e sanno di averla, ma vorrebbero anche tenersela. / / Soprattutto, quando la «vita umana fin dal concepimento» è una novità pescata non / si sa dove, contraria non soltanto all’evidenza scientifica, ma anche alla tradizione teologica. Per quanto riguarda la prima, infatti, si sa che almeno fino al / quattordicesimo giorno dal concepimento il pre-embrione (che non a caso si chiama / appunto “pre-”) non può essere considerato un individuo attuale: prima del sesto / giorno, perché le sue cellule sono ancora totipotenti, e dunque ciascuna di esse è un / individuo potenziale; e tra il sesto e il quattordicesimo giorno perché il pre-embrione può ancora dividersi in gemelli monozigoti, e dunque nemmeno esso ha ancora / un’individualità attuale. / / (Perché non possiamo essere cristiani e meno che mai cattolici 2007 Longanesi ) / / / /



Cesare Beccaria : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 4 anni fa |Commenti(0) |

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Origine delle pene / / Le leggi sono le condizioni, colle quali uomini indipendenti ed isolati si unirono in società, stanchi di vivere in un continuo stato di guerra e di godere una libertà resa inutile dall’incertezza di conservarla. Essi ne sacrificarono una parte per goderne il restante con sicurezza e tranquillità. La somma di tutte queste porzioni di libertà sacrificate al bene di ciascheduno forma la sovranità di una nazione, ed il sovrano è il legittimo depositario ed amministratore di quelle; ma non bastava il formare questo deposito, bisognava difenderlo dalle private usurpazioni di ciascun uomo in particolare, il quale cerca sempre di togliere dal deposito non solo la propria porzione, ma usurparsi ancora quella degli altri. Vi volevano de’ motivi sensibili che bastassero a distogliere il dispotico animo di ciascun uomo dal risommergere nell’antico caos le leggi della società. Questi motivi sensibili sono le pene stabilite contro agl’infrattori delle leggi. Dico sensibili motivi, perché la sperienza ha fatto vedere che la moltitudine non adotta stabili principii di condotta, né si allontana da quel principio universale di dissoluzione, che nell’universo fisico e morale si osserva, se non con motivi che immediatamente percuotono i sensi e che di continuo si affacciano alla mente per contrabilanciare le forti impressioni delle passioni parziali che si oppongono al bene universale: né l’eloquenza, né le declamazioni, nemmeno le piú sublimi verità sono bastate a frenare per lungo tempo le passioni eccitate dalle vive percosse degli oggetti presenti.



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