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Frasi sull'argomento non vedenti 5

Laurits Andersen Ring - Ved frokostbordet og morgenaviserne

dillo con parole sue

Eugenio Montale : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 10 anni fa |Commenti(0) |

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Wikipedia contiene una voce riguardanteWikipedia>>Eugenio Montale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale / / Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale / e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. / Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. / Il mio dura tuttora, né più mi occorrono / le coincidenze, le prenotazioni, / le trappole, gli scorni di chi crede / che la realtà sia quella che si vede. / / Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio / non già perchè con quattr'occhi forse si vede di più. / Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due / le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, / erano le tue. / / (Satura, Xenia II) /



Raymond Carver : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 9 anni fa |Commenti(0) |

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Wikipedia contiene una voce riguardanteWikipedia>>Raymond Carver

C'era questo cieco, un vecchio amico di mia moglie, che doveva arrivare per passare la notte da noi. Gli era appena morta la moglie. E così era andato a trovare i parenti di lei in Connecticut. Aveva chiamato mia moglie da casa loro. Avevano preso accordi. Sarebbe arrivato in treno, un viaggio di cinque ore, e mia moglie sarebbe andata a prenderlo alla stazione. Non l’aveva più visto da quando aveva lavorato per lui un’estate a Seattle, dieci anni prima. / Comunque, lei e il cieco si erano tenuti in contatto. Registravano dei nastri e se li spedivano per posta avanti e indietro. Non è che fossi entusiasta di questa visita. Era un tizio che non conoscevo affatto. E il fatto che fosse cieco mi dava un po’ di fastidio. L'idea che avevo della cecità me l'ero fatta al cinema. Nei film i ciechi si muovono lentamente e non ridono mai. A volte sono accompagnati dai cani-guida. Insomma, avere un cieco per casa non è che fosse proprio il primo dei miei pensieri. / (La cattedrale)



Raymond Carver : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 9 anni fa |Commenti(0) |

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Wikipedia contiene una voce riguardanteWikipedia>>Raymond Carver

Erano diventati buoni amici, mia moglie e il cieco. Come faccio a sapere queste cose? Me le ha dette lei. E mi ha anche detto un’altra cosa. L’ultimo giorno di lavoro, il cieco le aveva chiesto se poteva toccarle il viso. Lei gli aveva detto di sì. Mi ha raccontato che lui l’aveva sfiorata con le dita dappertutto: il viso, il naso… perfino il collo! Lei non se l’era più scordato. Aveva addirittura cercato di scriverci su una poesia. Era sempre lì a cercare di scrivere una poesia, lei. Ne scriveva una o due all’anno, di solito subito dopo che le era successo qualcosa di molto importante. / Quando abbiamo cominciato a uscire insieme, me l’ha fatta leggere, quella poesia. Rievocava le dita di lui e il modo in cui s’erano mosse sul suo viso. Nella poesia, parlava delle sensazioni che aveva provato all’epoca, di quello che le passava per la testa mentre il cieco le toccava il naso e le labbra. Ricordo che non è che mi piacesse molto, quella poesia. Naturalmente, non glielo dissi mica. / (La cattedrale)



Fëdor Dostoevskij : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 9 anni fa |Commenti(0) |

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Wikipedia contiene una voce riguardanteWikipedia>>Fëdor Dostoevskij

Vivo con una vecchia nonna. Arrivai da lei molto piccola, dopo la morte di mia madre e di mio padre. Bisogna pensare che la nonna una volta doveva essere stata più agiata, perché anche ora ricorda giorni migliori. Mi insegnò il francese e in seguito prese un insegnante per me. Quando compii quindici anni (ora ne ho diciassette) smisi di studiare. Ecco, in quel periodo feci qualche birichinata, che non vi starò a raccontare, vi basti sapere che si trattava di una cosa insignificante. La mattina invece la nonna mi chiamò e mi disse che, vista la sua cecità, non era più in grado di sorvegliarmi; prese uno spillo e attaccò il mio vestito al suo e mi rivelò che saremmo rimaste così per tutta la vita, nel caso io non fossi diventata migliore. In una parola, nei primi tempi non potei allontanarmi in nessun modo: lavoravo, leggevo, studiavo, ma sempre attaccata alla nonna. Una volta tentai un'astuzia e convinsi Fëkla a sedersi al mio posto. Fëkla è la nostra domestica ed è sorda. Lei si sedette al mio posto; la nonna a quell'ora si era addormentata nella poltrona e io andai a fare una visita ad un'amica, non lontano. Ma tutto finì male: la nonna si svegliò durante la mia assenza e chiese qualcosa, pensando che io fossi seduta tranquilla al solito posto. Fëkla si rendeva conto che la nonna le chiedeva qualcosa, ma non riusciva a capire che cosa le dicesse, rifletté sul da farsi, poi staccò lo spillo e si allontanò di corsa... / (Le notti bianche - La storia di Nasten'ka )



Eugenio Montale : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 8 anni fa |Commenti(0) |

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Wikipedia contiene una voce riguardanteWikipedia>>Eugenio Montale

Avevamo studiato per l'aldilà / un fischio, un segno di riconoscimento. / Mi provo a modularlo nella speranza / che tutti siamo già morti senza saperlo. / / Non ho mai capito se io fossi / il tuo cane fedele e incimurrito / o tu lo fossi per me. / Per gli altri no, eri un insetto miope / smarrito nel blabla / dell'alta società. Erano ingenui / quei furbi e non sapevano / di essere loro il tuo zimbello: / di esser visti anche al buio e smascherati / da un tuo senso infallibile, dal tuo / radar di pipistrello. / (Satura- Xenia I )



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