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Frasi sull'argomento sensi 6

Jean Jacques Henner - La liseuse

dillo con parole sue

Alberto Savinio : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 10 anni fa |Commenti(0) |

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Vecchia la donna ridiventa fanciulla e ritrova di là dalla immonda tempesta dei sensi una candida verginità, la quale prelude alla verginità suprema: la morte. (Infanzia di Nivasio Dolcemare- Frammenti)



Giuseppe Tomasi di Lampedusa : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 9 anni fa |Commenti(0) |

Tancredi voleva che Angelica conoscesse tutto il palazzo nel suo complesso inestricabile di foresterie vecchie e foresterie nuove, appartamenti di rappresentanza, cucine, cappelle, i teatri, quadrerie, rimesse odorose di cuoi, scuderie, serre afose, passaggi, anditi, scalette, terrazzine e porticati, e soprattutto di una serie di appartamenti smessi e disabitati, abbandonati da decenni e che formavano un intrico labirintico e misterioso. Tancredi non si rendeva conto (oppure si rendeva conto benissimo) che vi trascinava la ragazza verso il centro nascosto del ciclone sensuale, ed Angelica, in quel tempo, voleva ciò che Tancredi aveva deciso. Le scorribande attraverso il quasi illimitato edificio erano interminabili; si partiva come verso una terra incognita, ed incognita era davvero perché in parecchi di quegli appartamenti sperduti neppure Don Fabrizio aveva mai posto piede, il che del resto, gli era cagione di non piccolo compiacimento perché soleva dire che un palazzo del quale si conoscessero tutte le stanze non era degno di essere abitato. I due innamorati s'imbarcavano verso Citerà su una nave fatta di camere cupe e di camere solatie, di ambienti sfarzosi o miserabili, vuoti o affollati di relitti di mobilio eterogeneo. Partivano accompagnati da mademoiselle Dombreuil o da Cavriaghi (padre Pirrone con la sagacia del suo Ordine si rifiutò sempre a farlo), talvolta da tutti e due; la decenza esteriore era salva. Ma nel palazzo non era difficile di fuorviare chi volesse seguirvi: bastava infilare un corridoio (ve ne erano lunghissimi, stretti e tortuosi con finestrine grigliate che non si potevano percorrere senza angoscia), svoltare per un ballatoio, salire una scaletta complice, e i due ragazzi erano lontano, invisibili, soli come su un'isola deserta. Restavano a guardarli soltanto un ritratto a pastello sfumato via e che l'inesperienza del pittore aveva creato senza sguardo o su un soffitto obliterato una pastorella subito consenziente. Cavriaghi, del resto, si stancava presto ed appena trovava sulla propria rotta un ambiente conosciuto o una scaletta che scendeva in giardino se la svignava, tanto per far piacere all'amico che per andare a sospirare guardando le gelide mani di Concetta. La governante resisteva più a lungo, ma non per sempre; per qualche tempo si udivano sempre, più lontani, i suoi appelli, mai corrisposti: "Tancrède, Angelica, où étes-vous?" Poi tutto si richiudeva nel silenzio, striato solo dal galoppo dei topi al di sopra dei soffitti, dallo strisciare di una lettera centenaria dimenticata che il vento faceva errare sul pavimento: pretesti per desiderate Paure, per un aderire rassicurante delle membra. E l'Eros era sempre con loro, malizioso e tenace, il gioco in cui trascinava due fidanzati era pieno di azzardi e di malia. Tutti e due vicinissimi ancora all'infanzia prendevano piacere al gioco in sé godevano nell'inseguirsi, nel perdersi, nel ritrovarsi; ma quando si erano raggiunti i loro sensi aguzzati prendevano il sopravvento e le cinque dita di lui che s'incastravano nelle dita di lei, col gesto caro ai sensuali indecisi, il soffregamento soave dei polpastrelli sulle vene pallide del dorso, turbava tutto il loro essere, preludeva a più insinuate carezze. / / Una volta lei si era nascosta dietro un enorme quadro posato per terra; e per un po' "Arturo Corbera all'assedio di Antiochia" protesse l'ansia speranzosa della ragazza; ma quan­do fu scoperta, col sorriso intriso di ragnatele e le mani velate di polvere, venne avvinghiata e stretta, e rimase una eternità a dire "No, Tancredi, no," diniego che era un invito perché di fatto lui non faceva altro che fissare nei verdissimi occhi di lei l'azzurro dei propri. Una volta in una mattinata luminosa e fredda essa tremava nella veste ancora estiva; su di un divano coperto di stoffa a brandelli lui la strinse a sé per riscaldarla; il fiato odoroso di lei gli agitava i capelli sulla fronte; e furono momenti estatici e penosi, durante i quali il desiderio diventava tormento, i freni a loro volta, delizia. / (Il Gattopardo)



Flavio Santi : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 7 anni fa |Commenti(0) |

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Sopra l’immagine di una bella donna… / / All’università invece ti ricordi? (sì mi ricordo) / la biblioteca fioriva di ragazze / dai modi più voraci o / lenti, dai seni / spenti o bivacchi / di carne intera, / capelli rossi e tanto / seno sul tavolo, / bianco come i fogli / che stringeva, lei, / o quell’altra ancora. / Ma se una si sentiva / addosso lo sguardo / silenziosa si infuriava, / prendeva i libri e se ne andava / in altri paradisi, in altre stanze. / E c’era lei: rosa nera / mai parlata, / sempre salutata di / un ciao, baciata / in cielo e in sogno / sono passati dieci anni, / ti ricordi (non vuoi), / adesso vivrai dove puoi, / con chi ti ha detto di amarti / per il tuo seno di allora / per il tuo sorriso di signora, / adesso sei come una strada di campi, / piena di polvere e buche, / ma io ti avrei voluta anche così: / polverosa e battuta. / / / (Il ragazzo X, Edizioni Atelier, Borgomanero, 2004)



Alda Merini : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 7 anni fa |Commenti(0) |

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Ci fu spazio nella mia carne per te, / per te solamente / che volevi l'amplesso dei miei giorni; / un lungo peregrinare segreto / d'amore in amore / di tempio in tempio. / Una rosa mi tremava / sul ciglio delle dita / come se fosse carta di un veliero / e finalmente mi rompesti / le acque squisite della vita. / (da Clinica dell'abbandono)



Joe R. Lansdale : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 6 anni fa |Commenti(0) |

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La volta che siamo andati a fare quel bagno, quando May Lynn era nuda come una ninfa, me ne sono accorto. Me ne sono accorto eccome. Guardavo di nascosto, ma guardavo. Il fatto è che a May Lynn piaceva usare il suo corpo per avere potere, e io non volevo concederglielo. Non volevo farle sapere che quel che avevo visto mi era piaciuto. Non voglio che nessuno abbia potere su di me. Nessuno. In nessun modo. / (da Acqua buia)



Pier Vittorio Tondelli : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 6 anni fa |Commenti(0) |

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Amore è ora un corpo longilineo e asciutto, dalle membra ancora adolescenti, morbide, sinuose e nobili. È un viso allungato dalle forti mascelle squadrate. È una coppia di occhi intensi e neri su cui, ogni tanto, ricade un ciuffo di capelli color del miele scuro. È un particolare modo di muovere le mani o di lasciarle penzolanti, parallele alle gambe. È finalmente una voce, l'intonazione di un bacio soffocato, l'emozione di una risata aperta e squillante. È la sobrietà dei modi, l'essenzialità, la grazia di una entità che nel presente stato di questo sogno corrisponde al nome di Thomas, suona con le sue mani, bacia con le sue labbra color porpora, ama con i suoi lombi tesi. / (Camere separate)



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