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Frasi sull'argomento lettere 5

Christian Rohlfs Helene Rohlfs lesend

dillo con parole sue

Mark Twain : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 6 anni fa |Commenti(0) |

Valutata 2.55/5 (50.98%) (255 Voti)
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Wikipedia contiene una voce riguardanteWikipedia>>Mark Twain

Ho scritto questa lunga lettera, perché non ho avuto abbastanza tempo per farla più breve.



Friedrich Wilhelm Nietzsche : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 6 anni fa |Commenti(0) |

La lettera è una visita inaspettata, e il postino è il mediatore di scortesi sorprese. Si dovrebbe avere per le lettere un'ora ogni otto giorni, e poi farsi un bagno.



Aleksandr Sergeevič Puškin : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 5 anni fa |Commenti(0) |

Lettera di Tatiana a Onegin / / Io vi scrivo. Che più? Che posso dire / ancora? Ben lo so, voi mi potete / con il vostro disprezzo ora punire. / Ma se nel vostro cuore troverete / per la mia triste sorte, il mio soffrire, / di compassione almeno un granellino, / non m’abbandonerete al mio destino. / Da principio tacere avrei voluto. / Credetemi, di questa mia rovente / vergogna, non avreste certamente / dalle mie labbra nulla mai saputo, / se la speranza mia non fosse vana, / anche una volta sol la settimana / potervi qui vedere ed ascoltare, / e, scambiata così qualche parola, / pensar poi sempre ad una cosa sola, / e giorno e notte. Ma voi siete, pare, / un misantropo, sempre d’umor nero / e sempre in preda ad insanabil noia… / e noi?…noi non brilliamo per davvero, / sebbene di vedervi s’abbia gioia! / / Perché dunque da noi siete venuto / in quest’angolo fuor del mondo?Io sento / che se mai non vi avessi conosciuto, / oggi non proverei questo tormento; / dell’anima inesperta il turbamento / chissà, forse col tempo avrei calmato; / un compagno devoto avrei trovato / e sarei diventata anch’io una sposa / fedele ed una madre virtuosa. / Un altro?…un altro no, giammai diritto / avrei dato ad alcun di dirmi sua! / Per volere supremo in cielo è scritto / per sempre il mio destino…io sono tua. / Tutta la vita mia fu certo pegno / del mio incontro con te, della mia sorte; / so che la tua venuta è un divin segno; / tu sarai l’angiol mio fino alla morte… / / Oh quante e quante volte io t’ho sognato; / invisibile ancora io già t’amavo / e al tuo sguardo soave m’incantavo. / Da tanto la tua voce ha risonato / nel mio cuore, non è vaneggiamento; / non appena tu entrasti, palpitare, / riconoscerti, e insieme mormorare / a me stessa “Egli è qui!” fu un sol momento. / Dì, non è vero che la tua favella / nella mia solitudine ascoltavo, / se davo aiuto ad una poverella / o se con la preghiera alla procella / dei pensieri dal ciel pace imploravo? / E non sei forse tu ch’io vedo adesso, / cara visione, farsi a me d’appresso, / e, balenando nella trasparente / oscurità, piegarsi al capezzale? / Non sei tu che alla speme hai dato l’ale, / bisbigliando d’amor teneramente? / Chi sei tu dunque: l’angiol protettore / o un perfido, maligno tentatore? / Sciogli tu il dubbio della mente incerta, / ché forse tutto questo è una chimera, / solo inganno d’un’anima inesperta / e ben diversa è la mia sorte vera. / Ma sia pure così! Il mio destino / nelle tue mani ora e per sempre metto / e, sconvolta dal pianto, a te vicino / solo da te la mia difesa aspetto… / / Alla mia vita pensa; io son qui sola, / e nessuno m’ascolta e mi capisce, / la mia mente s’oscura e indebolisce, / debbo perire senza una parola. / T’aspetto; con lo sguardo la certezza / dona al cuore dal dubbio travagliato / o questo sogno grave alfine spezza / col tuo biasimo – ahimé – ben meritato. / Finisco; di rileggere ho paura, / vinta dalla vergogna mia rovente, / ma il vostro onor m’è garanzia sicura, / e al vostro onor m’affido arditamente. / / (Evgenij Onegin -traduzione in versi di Ettore Lo Gatto - Sansoni)



Stefan Zweig : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 4 anni fa |Commenti(0) |

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Wikipedia contiene una voce riguardanteWikipedia>>Stefan Zweig

«É necessario che ti dica quale strada percorsi per prima quando, in una / sera nebbiosa di autunno, arrivai -finalmente! finalmente! -a Vienna? Lasciai / le valigie alla stazione, mi precipitai su un tram -e mi pareva che non / camminasse nemmeno, ogni fermata mi dava ai nervi -e raggiunsi di corsa la / casa. Le tue finestre erano illuminate, il mio cuore cantava. Solo quella sera / la città, che finora mi aveva avvolta con il suo mugghiare così estraneo e / assurdo, solo allora cominciò a rivivere poiché ti intuivo vicino, tu, il mio / eterno sogno. Non capivo che in realtà, anche al di là di valli, monti e fiumi, / ero stata altrettanto estranea alla tua coscienza come adesso che soltanto il / sottile vetro lucente della tua finestra si frapponeva tra te e il mio sguardo / raggiante. Non feci altro che guardare in su, verso l'alto: c'era luce, la casa, / c'eri tu, c'era il mio mondo. Per due anni avevo sognato quel momento, e / finalmente mi veniva regalato. Rimasi sotto le tue finestre per tutta la sera, / una sera lunga, morbida, velata, finché la luce si spense. Solo allora cercai la / casa in cui avrei alloggiato. / / «Tornai ogni sera. Fino alle sei ero occupata al negozio, un lavoro duro e / impegnativo. Ma mi era caro perché l'irrequietezza che lo contrassegnava / faceva sentire meno dolorosa la mia. E non appena le serrande avvolgibili si / abbassavano rumorosamente alle mie spalle, correvo di filato a quella che / era la mia meta più cara. Vederti una volta, incontrarti anche una volta sola / era il mio unico desiderio. / (Lettera di una sconosciuta)



Léopold Sédar Senghor : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 3 anni fa |Commenti(0) |

La tua lettera sul lenzuolo, sotto la lampada odorosa / azzurra come la camicia nuova che il giovanotto si liscia / canticchiando, come il cielo e il mare e il mio sogno / la tua lettera. Il mare ha il suo sale, e l’aria il latte il pane il riso, dico il suo sale / la vita ha la sua linfa, e la terra il suo senso / il senso di Dio e il suo moto. / La tua lettera. Senza di lei la vita non sarebbe vita / le tue labbra mio sale e mio sole, aria mia fresca e mia neve. /



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