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Frasi sull'argomento psicologia 5

Jean Jacques Henner - La liseuse

dillo con parole sue

Friedrich Wilhelm Nietzsche : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 5 anni fa |Commenti(0) |

Dostoievskij è la sola persona che mi abbia insegnato un po' di psicologia.



John Watson : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 3 anni fa |Commenti(0) |

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Datemi una dozzina di bambini sani, ne potrei fare dei buoni dottori, magistrati o artisti.



Miguel Benasayag : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 2 anni fa |Commenti(0) |

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La dinamica dello sguardo “sull’altro” L’etichetta induce a credere che, in virtù della classificazione e della diagnosi, si sia reso visibile qualcosa che appartiene all’essenza di una persona e che si trasforma così in essenza visibile. Proprio per questo, nell’ambito psicosociale, le etichette pongono tanti problemi: ci fanno adottare uno sguardo normalizzatore. Quando per esempio posiamo lo sguardo su un disabile, in genere vediamo un’etichetta che lo ricopre totalmente e dietro a cui, da un punto di vista sociale, egli scompare. Quando qualcuno esce in strada sulla sedia a rotelle, incrocia gli sguardi ambigui e imbarazzati dei passanti: evitano di guardarlo o lo guardano con un “rispetto” esagerato. In effetti, lo sguardo è pieno di imbarazzo perché l’altro, che si muove stando seduto, esibisce qualcosa che ci sembra essere la sua essenza fondamentale, la sua etichetta-natura, quella che tutti nascondono, quella che, come tutti sappiamo, separa nettamente gli spazi definiti dallo sguardo privato e da quello pubblico; sarebbe come guardare l’altro in una sorta di nudità forzata. (Miguel Benasayag Gerard Schmit - L’EPOCA DELLE PASSIONI TRISTI )



Miguel Benasayag : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 4 mesi fa |Commenti(0) |

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Siate autonomi! Paradossalmente, quindi, la nostra società è riuscita a foggiare un ideale di libertà che assomiglia, come goccia d’acqua, alla vita dello schiavo così come la definisce Aristotele. San Paolo si riferisce alla libertà dicendo: sono incatenato alla mia libertà. Per questi saggi la libertà non si costruisce attraverso una specie di autonomia o di isolamento individuale, ma attraverso lo sviluppo di legami: sono questi che ci rendono liberi. Come interpretare, tenendo conto di questa definizione, l’obiettivo dell’autonomia che è oggi assegnato a ciascuno di noi e che noi psicoterapeuti siamo invitati a porre ai nostri pazienti? Spesso le équipes psichiatriche si prefiggono lo scopo di aiutare i pazienti a raggiungere uncerto grado di autonomia. È il progetto terapeutico che viene concepito per le persone e le famiglie che si trovano appunto in uno stato di fragilità, che le condanna alla di pendenza e a un bisogno permanente di sostegno. Per esempio una persona che percepisce il salario minimo garantito e che, inoltre, ha problemi psicologici importanti, incontrerà sicuramente sul suo cammino dei professionisti che cercheranno di aiutarla a diventare autonoma. Se per esempio la signora Ibrir chiede di essere accompagnata quando deve sbrigare le sue pratiche amministrative, ci sarà sempre nell’équipe medico-sociale un arguto psicologo che farà notare il suo livello di dipendenza; e che proporrà allora un percorso terapeutico per arrivare al momento tanto agognato in cui la signora Ibrir potrà cavarsela da sola. Ma nessun operatore sociale andrà dall’erede di una grande fortuna che ha dei problemi psicologici, a dirgli: “Sia autonomo!” Se Monsieur Dupont va regolarmente ai suoi appuntamenti accompagnato dall’autista e con l’assistenza della segretaria è difficile che lo si immagini come un banchiere ansioso: quale astuto psicologo vi riconoscerebbe il segno di un’assenza di autonomia o una forma negativa di dipendenza? Forse, con l’aiuto dell’assistenza sociale, Monsieur Dupont potrebbe prendere lezioni di guida e, seguendo coraggiosamente un apposito corso, potrebbe giungere un giorno a maneggiare una penna tutto da solo facendo a meno della segretaria. Ma forse l’autonomia non è sempre quel che si pensa... Si direbbe infatti che, nella nostra società, essere autonomi significhi semplicemente essere forti. Potremmo dire: “Evitate di essere deboli, soprattutto se i vostri mezzi e la vostra famiglia non ve lo consentono”. Noi psicoterapeuti siamo tenuti a porci questo obiettivo: rendere le persone deboli che ci consultano “meno deboli”, anche sapendo che è assolutamente impossibile. Così facendo, infatti, le mettiamo ancora più in difficoltà, perché rimandiamo loro un’immagine svalutante di sé, in quanto non riescono a fare ciò che dovrebbero, ovvero essere autònome e forti. (da L' epoca delle passioni tristi)



Miguel Benasayag : clicca per leggere tutte le frasi di questo autore Inserita circa 4 mesi fa |Commenti(0) |

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...una barzelletta che si racconta in Francia e in Argentina (dove la pratica psicanalitica è molto diffusa). È la storia di due amici che si incontrano e il primo dice all’altro: “Ormai sono quasi dieci anni che vai in analisi?!”. Il secondo risponde: “Sì, sai, il problema è che facevo ancora la pipì nel letto a quarant’anni e allora ho deciso di andare dallo psicologo”. Incuriosito, l’amico gli chiede: “E oggi, dopo dieci anni, come va?” e l’altro gli spiega: “Continuo a fare la pipì a letto, naturalmente, ma non me ne importa più niente!” (da L'epoca delle passioni tristi)



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